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POCHE E INTROVABILI: ANCHE TRA LE STATUE NON ESISTE PARITÀ DI GENERE

POCHE E INTROVABILI: ANCHE TRA LE STATUE NON ESISTE PARITA’ DI GENERE

Probabilmente sarà perché, come sostiene lo storico Alessandro Barbero, sono poco spavalde e insicure ma se il successo delle donne sul lavoro non raggiunge ancora risultati socialmente accettabili non va meglio con il riconoscimento postumo.
L’associazione “Mi riconosci”, che dal 2015 raggruppa i professionisti dei beni culturali, ha censito i monumenti italiani dedicati alla figura femminile.
Risultato? Uno spazio androcentrico con solo 148 statue dedicate alle donne, collocate in posti anonimi e difficilmente individuabili.
Quasi inesistenti nelle maggiori città italiane: mettendo insieme infatti Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo, Cagliari e Venezia, arriviamo a un totale di 20 di cui solo 8 sono vere e proprie statue o monumenti figurati. Dei 148 monumenti e statue censiti, solo il 36% è collocato in una piazza; il restante si trova agli incroci o ai lati di strade o nei parchi. Il 14% sono busti, il 4% fontane, il 2% gruppi che vedono anche la presenza di uomini o bambini.
Dall’indagine inoltre emerge che le donne ricordate per meriti che non siano sacrificio o cura sono pochissime, 60 sono figure anonime collettive: il 12,5% rappresenta partigiane, il 70% professioni particolarmente faticose sul piano fisico, come mondine o lavandaie. Del tutto assenti impiegate e scienziate.
La situazione non migliora per quanto riguarda gli esecutori delle opere, solo il 5% è realizzato da donne, rappresentate tra l’altro spesso in maniera stereotipata, con atteggiamenti sensuali e dettagli leziosi, col risultato che il soggetto ritratto sia spesso svilito.
L’Associazione continuerà a raccogliere segnalazioni, con la pubblicazione sul proprio sito, di una mappa interattiva con tutti i monumenti femminili presenti in Italia.
Insomma, citando il manifesto dadaista “C’è un gran lavoro distruttivo da compere”, chissà se dalle macerie non possa rinascere una parità di genere anche tra le statue.

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