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ANCHE I FIGLI DEI MILIARDARI PIANGONO

Fin dall’antichità i pontefici romani iniziarono a favorire i propri familiari, indipendentemente dai loro meriti.
Martino V favorì i Colonna, Callisto III i Borgia, fino ad arrivare ad Alessandro VI che sostenne con ogni mezzo i propri figli Leone X e Clemente VII.
Col nepotismo però ci si è giocato un po’ troppo, Alberico III arrivò a corrompere una pletora di persone dell’Impero Romano per far eleggere suo figlio, passato alla storia come Benedetto IX, eletto Papa a un’età compresa tra gli 11 e i 20 anni.
Pratica che ha affascinato anche le generazioni successive, per decenni la nostra società ha messo al mondo figli nati esclusivamente per dilapidare gli enormi patrimoni dei loro genitori, solenni dinastie si sono sgretolate nel passaggio generazionale, marchi storici non hanno retto all’astenia dei compassati eredi.
Rampolli consacrati alla teoria del tutto e subito, con carte di credito piene e un estratto conto esistenziale in cui il talento non è mai contemplato, la fatica nemmeno.
Il futuro però sembra riservare a questi giovani pieni solo di buone intenzioni qualche sacrificio in più.
Sono sempre più numerosi, infatti, i miliardari che hanno deciso di non lasciare nulla ai propri figli. L’ultimo è l’ex campione dell’Nba Shaquille O’Neal, un patrimonio di oltre 400 milioni di dollari, che ha dichiarato nel podcast “Earn Your Leisure” che non darà nulla ai propri eredi perché “Sono io quello ricco, non loro”
Bill Gates, Warren Buffet, Simon Cowell, Sting, Gordon Ramsay, sono sempre più numerose le star che hanno deciso di destinare gran parte del loro patrimonio a organizzazioni filantropiche.
“Non ho altro da offrire che sangue, fatica, lacrime e sudore” disse Winston Churchill
Al momento I figli sembrano non apprezzare, in attesa di trovare da soli la propria strada meglio farsi un ultimo giro in Ferrari

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