INTERVISTE

RADESCHI E’ TORNATO:PERCORSI INTERVISTA PAOLO ROVERSI

Lei è considerato tra i migliori esponenti del noir metropolitano, il suo Enrico Radeschi ha attraversato con la sua vespa gialla del 74 sette romanzi, torna ora con una nuova avventura nel suo ultimo libro “L’uomo della Pianura”, quale sfida affronterà il suo giornalista hacker?

Questo romanzo è stato pubblicato 2009, mancava dalle librerie da diverso tempo, è un testo fondamentale per capire il percorso di Radeschi, qui è dove conosce il suo nemico giurato Hurricane.

Il romanzo è’ tornato in libreria da un mese, chi ha seguito la serie di Radeschi (sono sette romanzi) potrà finalmente capire le evoluzioni del mio personaggio.

Il suo Radeschi nasce del 2006, si ricorda come è nato il personaggio? In questi 14 anni la società ha subito profonde trasformazioni, come è cambiato l’approccio narrativo del personaggio?

Il 2006 ha segnato il mio esordio, quando crei un personaggio non sai mai se diventerà seriale. In questi 14 anni sono cambiate molte cose, anche il personaggio è cambiato, rispetto ad altri autori il mio personaggio invecchia, la prima storia è ambientata tra il 2001 e il 2002, ogni romanzo è ambientato in un’epoca diversa, attraverso Radeschi racconto i cambiamenti di Milano, dell’Italia, anche il giallo è una cartina tornasole di chi siamo stati, di chi siamo e di chi saremo.

Ha dedicato tre libri a Charles Bukowski, come vivrebbe oggi il suo alter ego Henry Chinasky? Come l’ha affascinata del grande scrittore americano?

Oggi Henry Chinasky vivrebbe male, tutto è cambiato, era perfetto per l’epoca in cui viveva, oggi gli starebbe un po’ stretta. Mi ha sempre affascinato la prosa di Bukowski, la capacità di scrivere in maniera chirurgica, battute che funzionano, non a caso molti degli aforismi che troviamo in rete sono suoi, era bravissimo a trovare in poche parole il senso della frase, anche nei dialoghi, rimane ancora oggi un punto di riferimento per la mia scrittura.

Ha lavorato con una grandissima artista, Nanda Pivano, ci può regalare un ricordo, un aneddoto?

Ho conosciuto Nanda per caso, lei aveva una passione per gli scrittori, quando sono arrivato a Milano presi un banale elenco del telefono, la Nanda era sull’elenco, le telefonai e le chiesi se potevo vederla per parlare di Bukowski, mi disse “Se tu sei amico di Bukowski sei anche un mio amico, vieni”.

Sono andato a casa sua il pomeriggio dopo con il mio registratore e ho fatto l’intervista che è diventata uno dei miei primi saggi su Bukowski.

Una volta eliminato l’impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità. È la lezione di Artur Conan Doyle, scrivere un romanzo giallo è operazione molto complessa, trama, suspense, colpi di scena, si corre spesso il rischio della banalità, da dove partire? Quali sono le tecniche da imparare?

Scrivere un romanzo giallo è molto impegnativo, il giallo oltre alle difficoltà classiche della scrittura ha delle regole da rispettare, ha un pubblico molto attento, che non vuole essere preso in giro, che vuole essere stupito, bisogna trovare sempre delle soluzioni nuove in un paesaggio che è già stato esplorato da tanti romanzi, serie televisive.

Per scrivere dei romanzi gialli bisogna leggere molto e studiare i meccanismi della suspense e del colpo di scena.

Nella grande Bellezza Sorrentino fa dire a Jep Gambardella “è così triste essere bravisi rischia di diventare abili. Quanto è difficile eliminare gli stereotipi dalla scrittura?

Gli stereotipi della scrittura sono impossibili da eliminare, quando cominci a scrivere entri in un sistema di editori, agenti letterari che vuole farti diventare una parte dell’ingranaggio, è fondamentale trovare la propria voce, il proprio stile, quando il lettore ti riconosce cadono tutti gli stereotipi.

Lei si occupa anche di scrittura creativa con la Holden di Baricco, da dove parte con gli studenti?

Con i miei studenti parto raccontandogli che cosa è il giallo, approfondiamo  i vari generi, il mistery, il noir, il thriller.

Partendo da qui li faccio ragionare sulla loro storia, non tutte le storie sono adatte per un romanzo giallo e non tutti i romanzi gialli sono efficaci allo stesso modo, bisogna trovare delle storie, dei personaggi che si adattino al romanzo giallo.

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